Ultime recensioni

venerdì 11 dicembre 2015

Release Blitz + Recensione di Distruggimi di Chiara Cilli!

Buon venerdì cari lettori, oggi un post speciale dedicato al Release Blitz del romanzo di Chiara Cilli, intitolato Distruggimi, secondo capitolo della serie Blood Bonds. Una lettura entusiasmante ma anche molto conturbante. Dopo la presentazione del romanzo e del Giveaway per vincere una copia autografata, troverete la mia recensione!












Titolo: Distruggimi
Autore: Chiara Cilli
Serie: Blood Bonds #2
Genere: Dark Contemporaneo
Pagine: 262
Prezzo eBook: € 4.99 (prezzo lancio per la prima settimana € 2.99)
Prezzo cartaceo: € 10.94
Data di pubblicazione: 7 Dicembre 2015



Trama

Credevo di essere sopravvissuta all'orrore. Mi sbagliavo.
Credeva di potermi sfuggire. Ma non ha scampo da me.

Non riesco a liberarmi di lui.
Non le permetterò di cacciarmi dalla sua mente.

È nella mia testa, nel mio sangue, nelle mie ossa.
È un mostro che vuole impossessarsi della mia anima e farla a brandelli.

Henri Lamaze è l'incubo di morte da cui non sarò mai in grado di svegliarmi.
Aleksandra Nikolayev è l'ultimo demone che devo sconfiggere.

Questa volta non riuscirò a contrastare il suo veleno.
Questa volta sarò io a non sopravvivere a lei.

È finita.
E non posso accettarlo.




Autrice


Nata il 24 Gennaio 1991, Chiara Cilli vive a Pescara. I generi di cui scrive spaziano dall'adult fantasy all'urban fantasy, dall'erotic suspense al dark contemporary. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.


**Attenzione**
Romanzo Dark Contemporaneo
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente, linguaggio forte e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non adatto a persone sensibili al dolore e alla schiavitù.





ACQUISTA IL ROMANZO SU



PER FESTEGGIARE L'USCITA DI DISTRUGGIMI, IL PRIMO ROMANZO DELLA SERIE E' IN OFFERTA!






LEGGI UN PICCOLO ESTRATTO 

«Perché lo hai fatto?» sussurrai debolmente. «Tu mi vuoi morta».
Se non fosse stato per il modo impercettibile in cui i suoi pollici disegnavano cerchi concentrici sul mio corpo, avrei creduto si fosse addormentato, tanto tardò a rispondere.
«Voglio che sia per mano mia, 
non perché ti ho lasciato a terra a congelarti».
Fui grata che non potesse vedere 
la mia smorfia di dolore e rabbia.
«Ti prego» gemetti. «Lasciami andare».
Henri si accoccolò meglio contro di me, solleticandomi il collo con il respiro, d'improvviso teso.
«Tu lascia andare me». 






PARTECIPA AL GIVEAWAY!



a Rafflecopter giveaway





“Non stavi aspettando l’occasione per scappare di nuovo. Stavi aspettando il momento in cui sarei venuto a riprenderti.”


Distruggimi è la conseguenza perfetta di Soffocami, primo capitolo della trilogia Blood Blonds, scritta dall’italianissima Chiara Cilli, che dopo aver sperimentato diversi generi narrativi è approdata al Dark Contemporary Romance, un genere tutto nuovo nel quale si mescolano fin troppo semplicemente violenza, sesso e amore? Assolutamente no! 

Henri ed Aleksandra, i protagonisti che in questo secondo libro continuano la loro folle storia, sono incredibilmente fuori dagli schemi letterari e oltre tutto ciò a cui siete abituati. Una donna forte, determinata che riesce a superare violenze e abusi incredibili già nel primo romanzo e che adesso ritroviamo più energica di prima, grazie al suo ritorno a casa, finalmente (?) libera delle attenzioni poco raccomandabili di Henri Lamaze e dei suoi animaleschi fratelli.

“Non dovevo più permettere alla paura di insinuarsi in me e divertirsi a giocare crudelmente con la mia mente. Avevo vissuto un incubo spaventoso, ma ero sopravvissuta, dannazione. Sopravvissuta.”

Ma la sua lontananza dall’odio e dalla vendetta lamaziana dura davvero troppo poco perché Henri, non pago dell’uccisione di colui che gli ha provocato indicibili turbe psichiche, rendendolo una macchina di violenza e di morte, vuole ancora usare Aleksandra come indistruttibile capro espiatorio per tutta la sofferenza che ha dovuto subire da bambino, come se lei davvero c’entrasse qualcosa.

“Stringerla nuovamente a me era stato come ritornare a casa dopo una lunga assenza.”

Ma benedetto Henri, aprili questi dannati occhi e  guarda! Colei che hai davanti potrebbe essere la tua donna ideale in tutti i sensi. L’autrice oltre ad inserire come era già avvenuto nel primo, scene violente, molto forti, in cui scorrono sangue e botte come se piovesse, questa volta esalta il tutto con una tensione psicologica senza pari. C’è molta meno azione ma tanto e tanto odio, misto ad una terrificante attrazione fisica, puramente carnale, scivolosa, strafottente, bugiarda che abbatte le difese dei due protagonisti e porta entrambi sull’orlo del baratro. Ma chi cederà per primo?

“Mi disarmava. Mi faceva attorcigliare lo stomaco dall’odio. Mi faceva venir voglia di gettarmi a terra e perire. Mi intrappolava.”

I fratelli Lamaze, Andrè e Armand, fanno una comparsa piuttosto breve mentre tutta la narrazione è incentrata sulle menti contorte e che si contorcono l’una nell’altra di Henri ed Aleksandra.

“Il mio universo era ridotto esclusivamente a Henri. Un universo saturo di paura e qualcos’altro. Qualcosa di molto più insidioso, molto più bieco.”

Una follia che prende il colore dalla notte e del buio più profondo dell’anima di un uomo che non ha pace. Non crediate neanche lontanamente che ci possa essere un pizzico di amore in tutto questo, si tratta soltanto di pura e semplice perversione, mania, malattia, e lasciatemelo dire, malvagità. 

Non fatevi venire la sindrome della crocerossina, perché qui non c’è niente da salvare e se nel primo libro qualcuno poteva ancora nutrire qualche speranza, con Distruggimi ogni preghiera è diventata vana e qualsiasi desiderio di dolcezza e ammorbidimento viene spazzato via da un sonoro e impetuoso schiaffo sulla faccia. Svegliatevi ragazze! 
E’ questo quello che sembra dire ad ogni pagina Chiara Cilli. Invita ad aprire gli occhi e a capire finalmente che ci troviamo di fronte ad una storia che primo: non è una storia d’amore, ma neanche per idea, e soprattutto che non finirà con l’amore, toglietevelo dalla testa ma con la morte (mia personalissima idea). Due: non troverete niente di familiare, niente a cui aggrapparvi, nessun dio autore/dea autrice alla quale appellarvi affinchè i vostri eroi siano salvi. Terzo: questa storia non è una storia, è una tragedia, è dramma fisico e psicologico, è qualcosa che rosica come un verme maledetto il tuo cervello e gli sputa addosso solo veleno.

“Credi che sia una mia scelta? Aver costantemente bisogno di averti accanto, di respirare il tuo respiro? Le diedi immediatamente le spalle. Non volevo che vedesse in quello stato. Come mi aveva ridotto. Avrei dovuto picchiarla fino ad ammazzarla per avermi fatto questo. Per avermi rubato il controllo delle mie emozioni e avermi obbligato a fronteggiare sensazioni mai provate prima.”

La proprietà di linguaggio dell’autrice fa tutto il resto, rende la narrazione, la storia già di per sé assolutamente angosciante, malata, spezzata, un fiume in piena di maledizione e tortura. Un vero e proprio martirio, uno scempio di tutto quell’amore che poteva esserci, (so che lo desiderate tanto!) ma che qui non esiste. Le più delicate tra le lettrici, potranno chiedersi: perché? Urlare: perché, Chiara Cilli non ci dà quel finale tanto agognato che tutte desideriamo? Sia chiaro: non ve lo darà mai.

Quindi tutti dovremmo accontentarci (per modo di dire, io ne sono felice) di queste scene al limite della sopportazione, scene di sesso che controllano la tua mente di lettore, piccole e indistinte frasi e sotterfugi che s’insinuano sotto pelle e ti sbattono in faccia quanto può essere potente una semplice parola, se detta in quel modo e con quel senso, un senso che ti scoppia in testa.



Noterete che c’è un punto in  meno nella valutazione rispetto al primo romanzo, semplicemente perché, per me Soffocami è insuperabile. E’ l’inizio di tutto, la complessità della storia, la struttura, la tensione, l’azione, i sentimenti, le emozioni, gli orrori e il tutto che è talmente sbagliato da essere infinitamente bello. Ho messo un punto in  meno anche per un altro motivo, mi ha coinvolto un pizzichino di meno. Ma sono fermamente convinta di una cosa, che il terzo, Uccidimi, sarà l’apocalisse, la fine del mondo, il terremoto. Si salvi chi può!

Atmosfera dark, gotica, a tratti primordiale, perché nei pochi luoghi descritti si respira l’odore della condanna, della perdizione, della carne che brucia sotto il soffio della bestia che non è quella che racchiude Henri nel suo animo. Non crediate che sia soltanto lui il mostro. Non è questo il punto, è cosa l’autrice vi farà amare, desiderare, aspettare senza che ve ne rendiate conto. Vi porterà ad un punto di non ritorno, ad un punto nel quale vi guarderete allo specchio e  direte: sono proprio io che sto pensando a... ? 

Sì, sei proprio tu. Per la prima volta capirete cosa un romanzo può fare, cosa una brava autrice riesce a donare ai propri lettori quando ama profondamente ciò che scrive, quando studia, quando amplia le proprie conoscenze, perché questo è quello che fa Chiara Cilli. Non si limita come tante, a scopiazzare cose già trite e ritrite per godere della scia di successo del momento che riguarda storie di cui sappiamo i risvolti a memoria. Lei sa come andare oltre, sa cogliere l’originalità, la novità, la sorpresa dell’invenzione narrativa per regalarci intensi e allucinanti misteri.

Tutta la sua narrativa non nasce mai per caso, credo che lei segua un preciso percorso, una strada che si è scelta e che sono certa la porterà lontano. Non fa come gli altri, che cogliendo al volo l’attimo di successo, si buttano senza come né dove, a scrivere di ciò che più aggrada alla massa, come avvoltoi che godono della fatica altrui senza rimetterci niente.  

Lei racconta di sé e della sua diversità in ogni singola parola che scrive, lei rischia, amici lettori, Chiara Cilli rischia, ogni dannata volta. Sapete cosa significa? Eppure nel suo rischiare, ogni volta ci insegna qualcosa. Ogni volta ci mostra un orizzonte diverso, colorato in modo obliquo ma terribilmente affascinante. Lei sì che sa scrivere e vi dico anche perché. Perché non è uguale a nessuno. E nessuno può essere uguale a lei. E sapete la cosa più bella qual è? E’ che a noi piace. Non è così?



10 commenti:

  1. Che dire... maledizione, con le tue ultime parole mi hai proprio trapassato da parte a parte! GRAZIE con tutto il cuore per ciò che hai detto su di me e sul mio lavoro, e grazie immensamente per la tua recensione, così coinvolgente *-*

    RispondiElimina
  2. Davvero una bellissima recensione!

    RispondiElimina
  3. Viene voglia di leggerlo... ;)

    RispondiElimina
  4. Una recensione da brivido.
    E, di nuovo, mi ritrovo a dire che il potere della parola scritta non conosce limiti.

    RispondiElimina