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venerdì 14 aprile 2017

La musica del destino di Paloma Sanchez Garnica Recensione

Buon venerdì cari lettori! Oggi vi parlo di un romanzo, gentilmente inviatomi dalla Piemme, che è ambientato durante la guerra civile in Spagna e fa parte di una duologia che ha come protagonista Marta, una donna che ama profondamente la musica e che deve tentare di sopravvivere in una società che le ha portato via tutto...

La musica del destino
di Paloma Sanchez Garnica

Editore: Piemme
Pagine: 432
GENERE: Romanzo Storico
Prezzo: 19,50 € - 9,99 
Formato: Cartaceo - eBook
Data d'uscita: Marzo 2017
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Madrid, anni '40. Quando Antonio Montejano perde tutto ciò che ha - il lavoro di antiquario, e la sua reputazione - sua moglie Marta, bellissima, colta e sofisticata, con un grande amore per la musica, sa che la sua vita cambierà per sempre. «Una Madrid oscura ancora segnata dalla guerra civile. La Spagna dei sogni frustrati del dopoguerra, che annega il suo dolore nell'alcol e si nasconde dietro calze di nylon. Una grande storia con tutti gli ingredienti per appassionare.» - El Mundo Sa anche che la famiglia per il momento può contare sull'amicizia con Rafael Figueroa, il potente notaio che abita nel Loro stesso palazzo e che, da sempre, è il miglior amico di Antonio. È proprio per lealtà nei suoi confronti che Antonio è caduto in disgrazia. Una lealtà che nulla può scalfire. L'amicizia tra Antonio e Rafael, nata nel profondo dell'infanzia, è il filo che intreccia tutti i destini. Nel bene, come nel male: perché nel passato di Antonio, Marta e Rafael ci sono più segreti di quanto ciascuno di loro voglia ammettere: così come le vite delle giovani Elena e Julita, le figlie rispettivamente di Marta e Antonio e di Rafael e Virtud, si intrecceranno pericolosamente...

RECENSIONE

La musica del destino fa parte di una duologia che in Spagna è stata pubblicata in un unico volume con il titolo di La sonata del silencio.

La storia raccontata vede protagonista Marta, una donna abituata al lusso, alla vita perbene e circondata dalla cultura e dai più alti esempi della musica e dell’arte. La guerra civile unita ad una scelta fatta per lealtà del marito Antonio nei confronti dell’amico d’infanzia, Rafael, l’hanno costretta a perdere tutto e a ritrovarsi in una condizione assolutamente negativa che l’hanno portata a ricominciare da zero.

La situazione peggiora quando il marito si ammala gravemente e purtroppo per Marta diventa oltremodo difficile portare avanti la famiglia e soprattutto prendersi cura della figlia Elena. 

Tutto è complesso e discutibile in un’epoca che viene descritta alla perfezione dall’autrice e che ci porta ad origliare e a spiare all’interno di un contesto familiare che si sta lentamente distruggendo.

L’aspetto sociale è il fiore all’occhiello del romanzo in quanto c’è un continuo alternarsi di critiche, di sussurri, di bisbigli che ruotano intorno alle scelte di Marta.

Ed è per questo che la donna pur di non dire nulla alle persone che conosce e soprattutto pur di non chiedere la carità, l’aiuto, la comprensione di chi la circonda, decide di rimboccarsi le maniche e di fare tutto da sola.
Aveva iniziato a riempire la sua vita di arpeggi, scale, eufonie solitarie, note incatenate, ripetute e insistite. Non avendo uno strumento si accontentava di picchiettare le dita sul tavolo, immaginandosi la musica nella mente come molte volte aveva fatto in passato.
Marta sa benissimo che cercare autonomia, reclamare la sua indipendenza attraverso la ricerca di un lavoro soltanto suo, non farà altro che aumentare le critiche e soprattutto umilierà il marito, ma per lei, la condizione più importante diventa soltanto una: salvare la propria famiglia.

Questo romanzo è una storia al femminile che ha come protagonista una donna che lotta per se stessa e per tutto quello che ha perso, in nome di ciò che gli è rimasto: l’amore per sua figlia. Una donna che riparte da zero e che lotta contro la sopravvivenza, attraverso una serie di ostacoli che non le permetteranno di fare passi da giganti ma di soffrire e di doversi guadagnare anche il più piccolo passo in avanti.

Il contesto storico è un pugno nell’occhio perché gran parte della narrazione è proprio basata su questo aspetto, che non è assolutamente un dettaglio, ma diventa parte integrante di tutta la storia, un vero e proprio personaggio, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Non dovrei lasciarti andare, ho sempre paura di perderti.
La duplice moralità presente in questo periodo si manifesta in tutta la sua tristezza, corruzione e codardia. Da un lato la gente si mostra tutta timorosa di Dio, pudica, pronta a pregare e a congiungere le mani in segno di rispetto e di tolleranza. Dall’altro lato, però, tutti sono pronti ad additarti, a criticarti, a metterti i bastoni tra le ruote e a distruggerti se non agisci come dicono loro. E infatti, non a caso, la regola sociale principale sembra essere proprio questa: fa quello che dico io ma non fare quello che faccio io.

La narrazione è in terza persona attraverso un viaggio fatto di parole e di sguardi onniscienti che permettono al lettore di entrare completamente nella storia. Lo stile è fluido, corposo, ma anche sintetico mai disturbante, compreso tra il passato ed il presente, senza mai eccedere.

Molti sono i personaggi che compaiono sulla scena ma nessuno di essi può essere definito come buono o cattivo. Ciò che l’autrice ci racconta è una grande storia nella Storia. Storia di una madre, moglie e donna che cerca di fare luce nella propria vita distrutta in un momento storico di quelli più difficili, di quelli in cui era davvero arduo risalire a galla.

La musica del destino è un romanzo storico pieno ed intenso, che parla di desideri, di scosse e di punti di rottura con la capacità di emozionare nella sua semplicità di parole fatte per parlare direttamente a ciascuno di noi.

4 commenti:

  1. Ciao:) La cover non mi ispirava ma la tua bellissima recensione mi ha fatto cambiare idea*-* Peccato che non abbiano pubblicato anche qui il volume unico, avrei preferito!
    Le tematiche sono attualissime e molto presenti anche qui da noi, purtroppo. Mi piace che il contesto storico sia ben descritto e ancora di più che la protagonista sia così forte.
    Un abbraccio e buona Pasqua:-*

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    1. Ciao Virginia! <3 Anche io come te avrei preferito un unico volume, infatti non mi spaventano i libri con tante pagine e so che neanche a te fanno un brutto effetto, anzi. E' una bella storia, con molte riflessioni, e tematiche.
      Buona Pasqua e un abbraccio forte! :***

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    2. Ciao Antonietta <3 Mi piacciono molto gli autori spagnoli, così come le storie con protagoniste femminili coraggiose. Mi chiedo solo perché non hanno pubblicato anche in Italia un unico volume. I libri troppo lunghi mi spaventano sempre, ma li preferisco a duologie, serie, ecc..
      Sarà una lettura intensa, che sicuramente farò :-)
      Complimenti per la recensione, dettagliata ed emozionante allo stesso tempo <3
      Un abbraccio grande :-****

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    3. Ciao Maria! <3 Anche io adoro gli autori spagnoli e ne ho letti tanti in lingua per laurearmi, quindi questa lettura era sicuramente nelle mie corde, e ti dico che non me l'aspettavo così intensa e piena di riflessioni su tanti temi. So che ti piacciono le storie con protagoniste forti e questa è perfetta.
      Un abbraccio forte forte! :***

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