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lunedì 20 marzo 2017

Il respiro del fuoco di Federico Inverni Recensione + Intervista

Buon inizio settimana! Oggi vi presento l'intervista e la recensione del romanzo Il respiro del fuoco, di un autore di cui vi avevo parlato già l'anno scorso. Federico Inverni è tornato in libreria con un nuovo thriller psicologico, avvincente e bello come il primo, che non mi ha neanche questa volta deluso! Un autore da tenere d'occhio!
il respiro del fuoco
di Federico Inverni

Editore: Corbaccio
Pagine: 474
GENERE: Thriller Psicologico
Prezzo: 16,90 €
Formato: Cartaceo 
Data d'uscita: Febbraio 2017
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Manca poco al tramonto quando il cielo grigio e nero che incombe sulla città di Haven si accende di un rosso infuocato. È il rosso violento di un incendio scaturito sulla cima di una collina in periferia, nella cittadina abbandonata di Eden Crossing. Il respiro del fuoco non ha lasciato scampo: l’eccentrico tempio che accoglieva il reverendo Tobias Manne e i suoi adepti è ora un sepolcro ardente con decine di vittime. La profiler Anna Wayne e il detective Lucas sono arrivati troppo tardi per impedire quel suicidio rituale... oppure la più efferata delle stragi. Un rito, messo in atto da una mente visionaria e geniale. Perché esiste soltanto una cosa più affascinante e pericolosa del manipolare il fuoco: manipolare le menti. Anna e Lucas sfidano il tempo per riuscire a elaborare un profilo del killer, ricostruire la storia delle vittime e individuare la più sfuggente delle ombre, prima che uccida ancora. Ma ogni indagine ha un prezzo, e quando sia Anna sia Lucas scoprono che quel caso affonda le radici nel loro stesso passato, nei loro segreti, sono costretti a chiedersi se possono davvero fidarsi l’una dell’altro...

RECENSIONE

Il respiro del fuoco è il secondo romanzo di Federico Inverni, autore dietro pseudonimo, che dopo il successo di Il prigioniero della notte, torna in libreria con un libro che ancora una volta conduce il lettore all’interno dei meandri della psiche umana. Un altro thriller psicologico quindi, che non smette di accattivare ed intrigare, concentrandosi di nuovo sulle figure di Lucas ed Anna, i due protagonisti precedenti.

Lucas è un detective, mentre Anna è una profiler. Abbiamo imparato a conoscerli molto bene, scandagliato le loro anime grazie all’arguzia e alla capacità di andare in profondità dell’autore, portando alla luce un uomo ed una donna, vinti dalla vita e con tanti demoni a rincorrerli.

L’ambientazione è un ritorno ad Heaven, fulcro anche dell’indagine precedente. Questa volta i due personaggi sono alle prese con una setta, i Testimoni dell’Avvento, e con un suicidio di massa.
Questo è quello che appare inizialmente agli occhi di tutti.
La luce che vedi nasce dal buio della mente. E la verità che cerchi è solo un’altra menzogna.
Tobias Manne è il reverendo a capo di questa congrega di apparenti svitati che sembrano pendere dalle sue labbra e che decidono di bruciarsi in una notte che diventa l’emblema di una guerra che sembra non avere né vincitori né vinti.

Ad indagare sul caso sono chiamati Lucas ed Anna, anche se le autorità nutrono molti dubbi sulla possibilità da parte di Lucas di condurre in modo appropriato le indagini ma la profiler non ha alcun dubbio.

Lucas e lei hanno stretto un legame psicologico molto forte e ben delineato all’interno del primo romanzo, ed è un rapporto che continua la sua evoluzione anche in questo, mettendo continuamente a nudo le loro paure e i loro mostri.
E’ così che muoiono le stelle? Le stelle muoiono nel buio più accecante. Muoiono nel fuoco. Le stelle muoiono da sole.
Anna sarà coinvolta in prima persona alla ricerca dell’assassino. Perché c’è un serial killer che sembra manipolare egregiamente la mente umana, e portare alla morte le anime più deboli e più fragili.
La presenza del fuoco, come in precedenza quella della notte, è un elemento fondamentale perché è un protagonista silenzioso ma caldo ed avvolgente, malato e macabro che imbratta tutto, annerendo ogni cosa al suo passaggio.

Lo stile dell’autore è riconoscibile. Dettagliato, pungente, tragico, crudo laddove è necessario e sempre con quel pizzico di poeticità che lo rende originale e particolare soprattutto nell’avventurarsi in una storia simile.

Una storia dove l’aspetto psicologico è fondamentale, e dove la ricerca della verità è accompagnata da un’estenuante lotta contro la manipolazione.
I ricordi gli tornarono tuti assieme, con la violenza caotica di un uragano. Il dolore lo trapassò da parte a parte, mozzandogli il fiato in gola. Il cellulare gli cadde da mano, finì a terra con un suono schioccante, un rumore secco. Le mani gli tremavano sempre di più, ma adesso sapeva. Sapeva chi era. Sapeva tutto. 
Il primo romanzo mi era piaciuto davvero molto, ed era stato un esordio fulminante. Scritto con cognizione, maestria, con uno stile che appariva già navigato ed affermato.

Con questa seconda pubblicazione, l’autore dimostra di saper scrivere e di farlo sempre con consapevolezza ed un’innata attitudine che lo ha portato ad affrontare un genere che non è assolutamente facile come quello psicologico, dove è necessario fare attenzione al più minimo particolare e dove, soprattutto, non è soltanto un gioco con l’assassino ma è soprattutto una battaglia che si gioca all’interno della mente dei protagonisti: Lucas ed Anna.
Solo quando ho ricordato tutto, ho capito. Ho capito cos’era il male che avevo dentro, e qual era la cura.
Ormai li conosciamo bene ed assistiamo anche alla loro evoluzione mentale e personale che li porta ognuno sulla propria strada interiore, una strada che inevitabilmente li fa procedere passo passo, ed insieme, perché il lloro lavoro li unisce più di ogni altra cosa.

Anna affronterà i suoi mostri interiori e capirà davvero fino a che punto fidarsi di chi la circonda, mentre Lucas, che in passato era apparso così confusionario, alle prese sempre tra realtà ed incubo, un personaggio perso e disperso che non sembrava mai essere presente laddove doveva, con la mente ingabbiata in chissà quale malattia, adesso emerge dal buio della notte e la sua anima si rischiara alla luce di quel fuoco che diventa simbolo di morte e purificazione.
C’è sempre qualcuno che sa. Sa, e tace.

Il respiro del fuoco è un thriller dalle tinte scure e tremolanti, un abbaglio di luce che però non porta nessuna salvezza. Un’indagine serrata, contro la mente dentro la mente, che coinvolge chiunque sia abbracciato da quel fuoco che inganna e che mente, manipola e uccide, alitando un respiro mortale che ha il volto innaturale del tuo incubo peggiore. Così diabolicamente familiare…


INTERVISTA


Salve Federico, grazie per aver accettato questa seconda intervista e benvenuto!

1 – Dopo un anno dalla pubblicazione del suo esordio Il prigioniero della notte, torna in libreria con un’altra indagine che coinvolge gli stessi protagonisti. Cosa l’ha spinta a riprendere in mano la scrittura e a continuare sulla stessa strada senza scrivere un nuovo romanzo partendo da zero?

Ho sempre pensato che quella di Anna e Lucas dovesse essere una trilogia. Fin dall’inizio, ho immaginato un movimento ad arco per entrambi, e il punto di arrivo è ancora lontano da raggiungere. E d’altra parte, finché mi diverto a raccontare di loro, perché cambiare? 

2 – Ci racconti in breve la trama.

Immaginate una cittadina abbandonata. Immaginate un tempio, una setta, un folle predicatore. E ora immaginate che il fuoco si porti via tutto questo. E se fosse sopravvissuto qualcuno? E se non fosse, come sembra, un suicidio collettivo rituale, ma fosse qualcosa di ben più sinistro?

3 – Il suo stile è sempre caratterizzato da una grande profondità psicologica e da un sottile velo poetico. Ma è la mente ad avere sempre il sopravvento. Quanto conta entrare nella mente dell’assassino per la risoluzione del caso?

Per Anna e Lucas è fondamentale, come per ogni profiler. Che non vuol dire necessariamente immedesimarsi con le follie altrui. Vuol dire imparare, in modo scientifico, accurato e razionale, a tracciarne le mappe comportamentali, perché è l’unico modo per comprenderne il passato e anticiparne le mosse.

4 – Anna e Lucas dovranno affrontare una sfida difficile. Un folle manipolatore che spinge la gente a morire. Perché ha scelto questo argomento così poco trattato nella narrativa e altresì difficile, nella sua complessità e delicatezza?

Perché, come anche nel primo romanzo, mi interessa sondare gli abissi della mente. Se ci pensiamo, l’unica certezza – quasi cartesiana – che abbiamo è la nostra mente. Sappiamo chi siamo, sappiamo cosa pensiamo, e siamo noi a scegliere cosa pensare e come agire. Giusto? …e invece no. La realtà è molto più complessa di così. Analizzando il comportamento di alcuni piloti d’aerei a reazione, gli scienziati hanno scoperto che la loro mente prendeva una decisione qualche frazione di secondo prima che loro stessi ne fossero coscienti. Le sette millenariste o apocalittiche sono un fenomeno sconvolgente, non soltanto perché spesso la loro storia si conclude nel più tragico dei modi, ma anche e soprattutto perché dimostrano quanto sia facile lasciarsi manipolare da qualcun altro, al punto da arrivare alle scelte più estreme.

5 – Se dovesse immaginare la trasposizione cinematografica del suo romanzo, quali attori vorrebbe che interpretassero i due protagonisti?

Non riesco a dare un volto ai miei personaggi, e faccio infatti molta fatica ad attribuire loro dei tratti somatici ed esteriori. Perciò non saprei proprio rispondere! Sarei comunque molto contento, se succedesse, e curioso di vedere la resa in scena di qualcosa che per me esiste soltanto tra le righe.

6 – Il respiro del fuoco è un titolo molto poetico come la frase che si trova sulla copertina. E’ stato lei a sceglierle? Cosa rappresentano per lei?

I titoli dei romanzi nascono sempre in accordo con l’editore, in uno scambio di idee, e io sono davvero fortunato a lavorare con persone così creative come quelle che lavorano in Corbaccio. Per me, quel titolo rappresenta un’immagine che avevo chiara in mente quando ho iniziato a scrivere questo romanzo, e che con la vicenda ha poco a che fare. Pensavo alle stelle e ricordavo di aver letto da qualche parte che molte stelle che vediamo in realtà sono già morte, è che la loro luce impiega talmente tanto tempo ad arrivarci che ci sembrano ancora presenti. È l’eco di un respiro, anche la luce delle stelle. E le stelle cos’altro sono se non fuoco?

7 – Se dovesse associare un odore ed un colore al suo romanzo. Quali sceglierebbe?

Rosso. E profumo di tulipani.

8 – La stesura del primo romanzo e l’arrivo del secondo, hanno cambiato qualcosa nella sua scrittura e nel rapporto con i lettori?

Nella scrittura non saprei dire, probabilmente sì ma in modi che ancora non mi appaiono chiari. Con i lettori ho un rapporto limitato ai social ma molto stretto, e li ringrazio tantissimo!

9 – Ha un altro progetto in cantiere?

Come dicevo, ho sempre pensato alla storia di Anna e Lucas come a una trilogia, una partitura cui manca l’ultimo movimento, l’epilogo… E se riesco, quest’estate scriverò proprio questa storia!

10 – Quali sono le emozioni che prova o ha provato durante la prima pubblicazione e adesso? C’è stata differenza?

È tutto molto interessante e turbolento, quello che accade quando si pubblica un romanzo. È singolare vedere la reazione dei lettori e il modo in cui si appropriano della vicenda e dei personaggi: è una cosa che mi ha entusiasmato sia la prima volta sia, e a maggior ragione, la seconda!

5 commenti:

  1. Ciao Antonietta, una pubblicazione davvero interessante! Amo i libri che sviscerano la psicologia e l'interiorità dei personaggi e qua sembra non mancare questo aspetto!
    Grazie per la bellissima recensione:)

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    1. Ciao Virginia! Anche io impazzisco per la psicologia presente nei romanzi, soprattutto, come in questo caso, quando è tutto affrontato con cognizione e preparazione!
      Grazie a te! Un abbraccio! <3

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  2. Davvero complementi per il post :) molto molto interessante:)
    Ti seguo e mi farebbe piacere se anche tu lo facessi :)

    http://lucia2506.blogspot.it

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  3. Ciao Antonietta:-* Adoro le tue recensioni accompagnate dalle interviste agli autori. Ho sentito tutto il tuo entusiasmo per questo libro e hai coinvolto anche me. I thriller psicologici sono la mia droga e ho letto storie molto valide anche di autori emergenti. Per questo motivo e anche perché mi fido ciecamente delle tue parole, leggerò sicuramente il lavoro di questo autore che sembra davvero promettere molto bene!
    Un bacione grande:-****

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