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venerdì 13 gennaio 2017

Flower di Elizabeth Craft e Shea Olsen Recensione

Buon venerdì! Ero molto curiosa di leggere questo libro e grazie al gentile omaggio della Newton Compton, ho avuto la possibilità di farlo proprio durante queste feste. Che dire... ci sarebbero tante cose da dire su questa storia che ovviamente viene definito il caso editoriale dell'anno, ma che in realtà non lo è. Nonostante questo, la mia opinione non positiva lascia uno spiraglio di luce. Leggete e lasciatemi le vostre impressioni!

flower
di Elizabeth Craft e Shea Olsen

Editore: Newton Compton
Pagine: 288
GENERE: Romance/New Adult
Prezzo: 9,90 € - 4,99 
Formato: Cartaceo - eBook
Data d'uscita: 2 Gennaio 2016
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

RECENSIONE

Flower, secondo la consuetudine che ormai la Newton Compton ha adottato come slogan galoppante delle sue frequenti ed assidue pubblicazioni di ogni genere e sorta e forma, spesso persino mostruosa, dovrebbe essere il caso editoriale dell’anno. Quanto ottimismo!

Lasciando perdere per un attimo il fatto che quasi la metà dei libri della Newton hanno questa scritta e questo slogan sulla loro bella copertina, io mi soffermerei proprio sulla stessa per qualche secondo. Vellutata, setosa, sofisticata, ma soprattutto viola! Difficilmente una copertina di un libro è di questo colore e io lo trovo davvero particolare ed intrigante, aggiungete il fatto che ci sia una rosa in primo piano, con un titolo soffuso ed ammaliante che lascia immaginare parecchie cose, ed il gioco è fatto. Senza perdere altro tempo, questo romanzo mi ha subito incuriosito.

Due autrici per una storia che ahimè non è così strabiliante come vogliono farla apparire. Certamente non è da buttare ma neanche da osannare al limite del caso editoriale.

In questo momento incredibile, fantastico, travolgente, gli lascerei fare qualunque cosa. 

Q U A L U N Q U E   C O S A
Charlotte è una ragazza con una famiglia complicata. Vive con la nonna, ancora abbastanza giovane da lavorare e portare avanti la famiglia e con la sorella Mia, che ha la testa tra le nuvole, le gambe sempre attaccate ai fianchi dello scavezzacollo di turno e cosa ancora più importante: è madre di un bellissimo e dolcissimo bimbo di nome Leo. Charlotte, che è la mente della famiglia, quella assennata, quella con la testa sulle spalle, quella che ha deciso di studiare ed evitare di fare la stessa carriera che hanno fatto in ordine: nonna, madre e sorella, ossia vite spezzate con a carico figli senza marito, vive imponendosi una regola fondamentale che le permette di stare alla larga da qualsiasi ragazzo. 

Così, la nostra eroina, carina e apparentemente tranquilla, che il pomeriggio lavora come commessa in un negozio di fiori e la mattina studia e fa i compiti, è la donzella perfetta che è in grado di tenersi lontano dai guai e per rendervi ancora più chiara la situazione vi dirò subito che non ha mai baciato, quindi è, come dice il suo amico gay, Carlos, l’eterna vergine.

Ignorare la bellezza dei ragazzi è una disciplina, e io sono orgogliosa della mia padronanza.

Purtroppo per lei e per la sua vita equilibrata e pacifica, non ha fatto i conti con un incontro inaspettato che la porterà a stravolgere completamente tutti i progetti sia lavorativi che personali della propria esistenza. Nel negozio dove lavora si presenta un ragazzo, affascinante e terribilmente sexy che le chiede insistentemente di uscire, non prima di averle regalato proprio quelle rose viola, così particolari e ricche di significato.

E’ l’unica rosa che non cerca di essere qualcosa che non è. E’ bellissima e sincera, ma le persone non la scelgono mai.

Charlotte che vive in un mondo totalmente suo, non si accorge che quel ragazzo è il famoso Tate Collins, ossia il cantante più acclamato degli ultimi tempi. Really?

Tra i due inizia un tormentato tira e molla che se all’inizio poteva essere intrigante, ad un certo punto, stanca pure, semplicemente perché si basa tutto su un concetto fondamentale: Charlotte vuole Tate e lo vuole in tutti i sensi, anche dopo che ha scoperto la sua vera identità e parte del suo passato da scapestrato e da rockstar dedita all’alcol e al sesso, mentre Tate non si sa bene cosa vuole.

Posso sentire il suo sguardo su di me e la mia pelle che si scalda.

Un momento prima è l’uomo capace di provare tutta la passione del mondo, che ti sbatte contro una colonna e ti fa vedere le stelle, non dal dolore ma dal piacere; un attimo dopo i suoi occhi sono più freddi del ghiaccio e con la sua voce sensuale e roca, ti dice bellamente che devi andartene. What the hell?

Un ragazzo che ha sicuramente qualche problema che gli ottura le vene nel cervello e che non permette al sangue di defluire come dovrebbe ed ecco che i suoi neuroni faticano ad elaborare un ragionamento ma soprattutto un comportamento logico e normale.

Insomma, Flower è un romanzo carino, piacevole da leggere, in alcuni punti anche capace di stuzzicare la curiosità. Arrivi ad un certo punto della lettura che vuoi sapere a tutti i costi perché questo bellimbusto continua a rifiutare come se non ci fosse un domani l’unica donna, a suo, dire che lo faccia sentire ispirato e che lo ha portato ad avvicinarsi nuovamente alla musica e alla composizione dopo che per anni aveva deciso di ritirarsi. 

E questa mi pare una ragione validissima per non darle ogni volta un calcio nei fondelli… eppure, eppure, quando si arriva a capire quale misterioso e terribile segreto si celi dietro la sua reticenza, il suo controllo e il suo distacco, si rimane abbastanza delusi. 

Non c’è nulla di così eclatante, insomma, sì, forse il motivo è tragico ma è il modo in cui viene presentato il tutto e il sistema, la velocità, la facilità con cui si supera la cosa e si superano poi anche altre cose che seguono, che mi è apparso come una vera stupidaggine.
Lo stile usato dalle autrici è semplice, niente di particolare, ogni tanto si respira aria bollente, attrazione, qualche colpicino al cuore ma tutto molto tenue e bilanciato.

Ha una voce profonda, provocante, i suoi occhi mi dominano, mi penetrano, mi fanno a pezzi.

Mi aspettavo molto ma molto di più da questa storia, qualcosa di corposo, intenso, strappalacrime e strappastomaco. Non così blando, non così fioco, non così cenere. Charlotte non l’ho capita né l’ho condivisa dall’inizio alla fine. Tate, non ne parliamo nemmeno. L’ho sentito come un ragazzino che non sa nemmeno lui quello che vuole. 

Ho avuto la sensazione che le autrici aspirassero magari a dare un tocco di maturità al suo essere, alla sua sofferenza, a quel dolore che porta rinchiuso dentro di sé e all’inizio ci erano riuscite bene, anzi benissimo. Tate, nei primi capitoli, è perfettamente misterioso, intrigante, attraente, pieno di fascino e dannatamente sensuale. Quel suo modo di fare tra il dico e non dico, tra il voglio e ti voglio, senza alcuna esitazione, conquistano senza ombra di dubbio, peccato che poi tutti i dubbi gli vengano dopo e fanno cadere miseramente un barcollante castello di carta.

Sospiro e ogni cellula in fiamme del mio corpo diventa cenere, spenta dalle sue parole. Il cuore con un tonfo precipita in basso, nello stomaco.

Non mi sento di sconsigliare nettamente questa lettura per due motivi. Il primo è che si legge tranquillamente, riesce ad incuriosire pur nella sua morbidezza e pacatezza, può alleggerire i cuori di molte lettrici giovani amanti di storie come questa che potrei definire come la copia più soft di romanzi ben più dolorosi e tragici. Ma forse ho esagerato. Rettifico: la brutta copia. Il secondo motivo è che nonostante tutto ero curiosa di arrivare al finale che dopotutto non ha l’ardire di spezzare il cuore, ed è già qualcosa, ci mancava solo quello.

Ora, in conclusione, Flower è una storia come tante, niente di più e niente di meno. Si prende, si legge, si finisce, si posa e non si riprende. Non è una di quelle letture, secondo me, che hai poi il desiderio di rileggere perché ti mancano i personaggi, ti manca la storia, o perché vuoi riprovare quel turbinio di emozioni e sensazioni che ti sconquassano l’anima. No, questo no. Toglietevelo dalla testa. 


E poi voglio dire… ma era davvero necessario che le autrici di questo romanzo fossero addirittura due? Ma per scrivere cosa, poi? Erano necessarie due menti e dico due teste per partorire una genialata simile dove l’unica cosa che succede è il tira e molla dei protagonisti che si ripete per tutta la durata del romanzo senza neanche la gioia di vedere lei finalmente soddisfatta dopo tutti i tentativi di seduzione e di accalappiamento che finiscono miseramente nel vuoto più assoluto? Sorry, non l’ho ancora capito. Fate un po' voi.


8 commenti:

  1. Ciao Antonietta! Ho già letto parecchie recensioni su questo libro e tutte concordano nel dire "carino, ma non eccezionale". Se mi capiterà prima o poi di trovarlo in biblioteca gli darò un'opportunità, altrimenti mi sa che non ho perso molto!

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    1. Ciao Silvia, fai bene, è un'ottima scelta la tua!

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  2. Ciao! Libro con una cover molto particolare (soprattutto per la Newton che per una volta rinuncia ai faccioni in cover) ma che non mi convince del tutto proprio per le recensioni come la tua che ho già trovato in giro... carino ma non eccezionale, con aspettative alte non raggiunte alla fine. Peccato.
    Non credo che lo prenderò in considerazione, ci sono tante altre cose che meritano!!! :-*

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    1. Ciao! Sì in effetti neanche a me ha convinto molto, quindi non lo sconsiglio totalmente ma di certo non è uno di quei libri che voglio rileggere.

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  3. Ciao Antonietta, ho sentito nelle tue parole molta irritazione per una storia in cui speravi molto e invece ti ha deluso. Ti capisco, succede spesso anche a me. Per quanto riguarda la casa editrice, ormai sono abituata a diffidare quando leggo sulle copertine dei loro libri: un grande thriller o robe del genere..
    Peccato però, avevo adocchiato anche io questo libro in libreria la settimana scorsa ed ero indecisa se prenderlo o meno. La copertina mi attirava tantissimo. A quanto pare ho fatto bene a lasciarlo sullo scaffale :)
    Un bacione grande :-**

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    1. Ciao Maria! Anche a me piaceva molto la cover e la trama ma in effetti non sono rimasta per niente soddisfatta dalla storia. Un po' di irritazione c'è, anche perchè mi aspettavo tutt'altro! Pazienza!
      Un abbraccio forte! <3

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  4. Che dire Gemellina se non che che sono assolutamente d'accordo con te? ^__^ Una bellissima recensione, come sempre mi hai fatto rivivere il romanzo <3 un bacione

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    1. Grazie cara Ely! Un abbraccio forte! <3<3<3

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